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Le Porte di Lecce: Scopriamole insieme

Lecce è una città dalle origini antiche, e per questo motivo il suo centro storico è delimitato da un perimetro dotato di porte d’accesso.

Nell’antichità, esse erano parte integrante di un sofisticato e affidabile sistema difensivo fatto costruire da Carlo V per proteggere la città dagli attacchi nemici.

Ma quali sono le Porte di Lecce? Come si chiamano? Scopriamolo insieme.

Le Porte di Lecce

In passato il centro storico di Lecce era delimitato da quattro porte, ossia:

  • la Porta di San Martino, purtroppo andata distrutta nell’Ottocento e non vi è rimasta alcuna traccia, tanto che nessuno conosce la sua posizione esatta. Si pensa fosse collocata alla fine di Via Matteotti, ossia la strada che collegava la città alla marina di San Cataldo.

Le tre rimanenti e ben conservate, grazie anche a delle opere di restauro ad hoc, sono invece:

  • Porta Rudiae: questa porta è stata costruita nel Quattrocento, ma la versione attualmente visibile risale al 1703, poiché sostituì la prima che andò distrutta. Fino alla costruzione di Porta Napoli, Porta Rudiae fungeva da ingresso principale. Il suo nome fa immediatamente comprendere che era collocata davanti alla strada che portava a Rudiae. Sulla porta sono presenti l’epigrafe in onore di Prospero Lubelli, il nobiluomo che commissionò la realizzazione della nuova porta sostenendo personalmente le spese, ma anche delle statue raffiguranti Sant’Oronzo per far benedire Lecce, Santa Irene e San Domenico. Oltre a questi fregi si trova un’altra epigrafe che racconta la leggenda della nascita di Lecce, i cui fondatori sono Malennio (re dei Salentini), Litio Idomeneo (diede il nome alla città), sua moglie Euippa e Dauno. Di questi quattro personaggi è possibile ammirarne i busti posti in cima alle quattro colonne;
  • Porta San Biagio: la data della sua costruzione è incisa sulla sua parte frontale, ossia il 1774. Ha sostituito quella precedente, in quanto la sua bellezza non era abbastanza soddisfacente. È appunto dedicata a San Biagio (vescovo di Sebaste e rappresentato con le sue vesti) e fu commissionata da Tommaso Ruffo, governatore della città. Altri decori artistici degni di nota sono le colonne a fusto liscio che poggiano su alti basamenti, lo stemma della città di Lecce e quello di Ferdinando IV di Borbone. Porta di San Biagio portava al Parco, dove i cittadini erano soliti trascorrere delle piacevoli ore di svago.
  • Porta Napoli: la realizzazione di Porta Napoli è stata voluta da Ferrante Loffredo in onore di una visita a Lecce, purtroppo mai avvenuta, da parte di Carlo V; risalente al 1548, l’architetto che la progetto fu Giangiacomo dell’Acaya, professionista molto famoso nel territorio salentino. Questa maestosa opera architettonica è alta venti metri e aveva lo scopo di manifestare gratitudine nei confronti dell’imperatore Carlo V, in quanto fece costruire diverse fortificazioni difensive a favore della città di Lecce. Porta Napoli, costruita sul luogo di Porta San Giusto, è conosciuta anche come Arco di Trionfo ed è stata decorata con quattro colonne corinzie; sulla principale si trovano sia le armi, sia lo stemma degli Asburgo, ossia un’aquila a due teste che simboleggia il potere imperiale. Sull’architrave è invece presente un’iscrizione in lingua latina che parla delle gesta gloriose di Carlo V. Questa porta è sicuramente quella più scenografica e rappresenta l’ingresso preferenziale all’antico centro storico della città.

Visitare le Porte di Lecce

Per apprezzare al meglio la bellezza delle Porte di Lecce, si consiglia una passeggiata senza fretta e di ammirarle con grande attenzione e curiosità.

Questi autentici gioielli architettonici rappresentano la lampante testimonianza di un glorioso passato che non può e non deve essere dimenticato.

Se si desidera visitare Lecce, non bisogna dunque perdere un’accurata visita a queste tre attrazioni, magari avvalendosi di una visita guidata per conoscere tutte le curiosità e i dettagli storici.

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