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L’arte della cartapesta leccese

Fra i tanti tesori che il Salento da secoli custodisce gelosamente sul suo territorio, c’è anche quello legato ad un’antica tradizione artigiana che riesce a trasformare materiali poveri in vere e proprie opere d’arte: la lavorazione della cartapesta.

Lecce, città del barocco e perla indiscussa della Puglia, è anche il luogo dove i maestri cartapestai riescono a realizzare manufatti preziosi, ormai richiestissimi in tutto il mondo.

L’antica arte della cartapesta leccese

Nel periodo compreso fra il XVII ed il XVIII secolo, a Lecce venne realizzata la maggior parte delle chiese più belle e ricche che ancora oggi affascinano i turisti.

Gli artigiani locali, allora, furono chiamati a creare opere di vario genere, soprattutto statue di santi, che adornassero gli interni di questi edifici. Tuttavia i materiali pregiati scarseggiavano e furono costretti a ricorrere a scarti di stoffa, carta e gesso dando vita a dei veri capolavori che difficilmente possono essere definiti solo opere artigianali, essendo piuttosto vere forme di arte.

Non è possibile risalire al periodo preciso in cui la cartapesta cominciò ad essere lavorata ed utilizzata, ma sicuramente il primo esempio di statua realizzata con questo materiale e arrivata intatta fino ai nostri giorni è la statua di San Lorenzo, nell’omonima chiesa di Lizzanello.

Fu realizzata nel 1782 da Pietro Surgente che, naturalmente, aveva imparato quest’arte in qualche bottega artigiana, particolare che dimostra come la lavorazione della cartapesta fosse consolidata già fra la fine del ‘600 e gli inizi del ‘700.

La cartapesta era una poltiglia che si otteneva dalla macerazione di pezzi di carta nell’acqua; dopo 3-4 giorni veniva posta in un mortaio e lavorata pestandola con colla di farina, detta pònnula, in dialetto. Quando la poltiglia aveva raggiunto la giusta consistenza, l’artigiano cominciava a plasmare le sue opere usando stampi precedentemente realizzati ed olio di lino per favorire il distacco della poltiglia stessa.

Per le forme veniva usata argilla, ma alcuni artigiani utilizzavano anche una controforma in gesso. Alla fine le opere venivano decorate con colori ad olio.

Fra i più importanti rappresentanti dell’artigianato leccese vanno ricordati, oltre al già citato Pietro Surgente, anche Antonio Maccagnini, nato nel 1809, che rivoluzionò lo stile dei suoi predecessori introducendo innovazioni nella lavorazione della carta ed Achille De Lucrezi (1827-1913) che reinterpretò a suo modo l’arte della cartapesta, suscitando notevole ammirazione.

Nel tempo la sua bottega divenne un vero e proprio museo, fonte di ispirazione per i suoi apprendisti. Fra le più belle opere del Maccagnini c’è la statua dell’Addolorata custodita nella chiesa S. Angelo, mentre è di De Lucrezi la statua dell’Angelo Custode collocata nell’Istituto Marcelline.

Un tributo all’arte della cartapesta

Proprio per l’importanza che questa forma d’arte ha avuto ed ha ancora oggi, nel Salento, e in particolare a Lecce, non poteva non esserci anche un museo interamente dedicato alla sua storia con mirabili esempi di statue ed oggetti lavorati in cartapesta.

Il museo è ospitato in una location d’eccezione, il Castello di Carlo V, a sottolineare il ruolo storico e culturale di questo tipo di artigianato. Del resto, i grandi maestri della cartapesta leccese sono ancora oggi richiesti in tutto il mondo e, passeggiando per le vie di Lecce, ci si imbatte spesso in botteghe nelle quali si può assistere alla realizzazione di bellissime opere, con le stesse tecniche usate secoli fa.

Nel museo è possibile ripercorrere la storia della nascita dell’arte della cartapesta a Lecce grazie ai tanti pannelli didattici. Attraverso filmati e fotografie, invece, vengono spiegate le antiche metodologie con le quali un materiale di scarto può diventare una splendida statua.

Naturalmente, poi, un’ampia sezione è dedicata proprio all’esposizione di sculture in cartapesta, molte delle quali rappresentano soggetti sacri, anche se non mancano personaggi della vita quotidiana salentina. Il Museo della Cartapesta, quindi, è una meta imperdibile durante una visita a Lecce, poiché è un altro modo per comprendere la vera anima di questa città.

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