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La Puccia leccese: un’idea di street food

La Puccia salentina è fra gli street food più amati ed apprezzati dai turisti, nonostante la sua semplicità. Si tratta, infatti, di una forma di pane che può essere farcita con qualsiasi tipo di condimento, a seconda dei propri gusti e del momento.

Una specialità che affonda le sue radici in epoche lontane, ma che è arrivata invariata fino ai nostri giorni e ancora riesce ad ingolosire anche i palati più raffinati.

Storia della Puccia leccese

Originariamente la Puccia era un tipo di pane tipico della Festa dell’Immacolata e che veniva preparato il 7 dicembre, alla vigilia delle celebrazioni, per dare alle donne di casa l’opportunità di partecipare a tutte le funzioni religiose senza dover pensare al pranzo ed alla cena di quel giorno, perché la Puccia è sempre stata un alimento ricco e completo.

Le sue origini, almeno per ciò che riguarda il nome, derivano da tempi ancora più antichi, addirittura dagli antichi romani. Era, per la precisione, il pane puccidatu che i soldati portavano con loro durante i viaggi perché aveva la peculiarità di durare molti giorni.

Nel corso dei secoli, poi, la tradizione si è tramandata quasi del tutto invariata e la Puccia si è diffusa in tutta la Puglia, con versioni differenti da zona a zona. La forma di pane ha un diametro di circa 30 centimetri, mentre il peso si aggira intorno ai 250 – 400 gr; si presenta compatta con una bella crosta dorata ed una morbida mollica gustosa.

Nelle varie parti della Puglia e, soprattutto in Salento, la Puccia viene condita in vari modi; nella zona di Gallipoli, ad esempio, è molto diffusa quella con capperi ed alici salate. In altre zone, invece, la Puccia tipica è con pomodoro, tonno e tanto olio, rigorosamente extravergine di oliva locale.

Un’altra variante, anche se in realtà è anche quella più diffusa, è la cosiddetta “uliata”, con le olive nere. Insomma, la Puccia è davvero la scelta migliore per chiunque voglia conoscere non solo le bellezze artistiche e architettoniche locali, ma assaporarne anche i sapori più autentici e genuini.

Uno street food da consumare passeggiando fra i luoghi più suggestivi del Salento.

Dove mangiare la migliore Puccia

Non è semplice suggerire luoghi in cui è possibile assaggiare la migliore Puccia nel Salento, perché la maggior parte dei locali ne prepara di vari tipi, con ripieni differenti, ma tutte di elevata qualità proprio perché si tratta di uno dei prodotti più caratteristici della zona.

A Lecce, ad esempio, non lontano da Piazza San Carlo, si trova l’Angolino di via Matteotti dove è possibile scegliere non solo la farcitura, ma anche il tipo di impasto, da accompagnare con un bicchiere di Negramaro.

Un tripudio di colori, profumi e sapori. Ognuno, comunque, può creare una sua personalissima mappa della Puccia, che comprenda i locali preferiti in cui gustare questa specialità.

Per quanto possa sembra incredibile, poi, una volta terminata la vacanza in Salento, non è difficile cucinare a casa propria una Puccia per ritrovare il sapore di quelle terre.

Gli ingredienti, del resto, sono semplici così come la sua preparazione e, con un poco di pratica, sarà sicuramente possibile raggiungere ottimi risultati.

Ingredienti

  1. 500 gr di farina di grano duro,
  • 500 gr di semola,
  • lievito di birra,
  • sale,
  • 100-150 gr di olio extravergine di oliva e circa
  • 200 gr. di olive nere, che serviranno per la versione “uliata” della Puccia.

Preparazione

La preparazione è la stessa utilizzata per altri tipi di pane; gli ingredienti dovranno essere impastati fra loro con attenzione utilizzando circa mezzo litro di acqua ed aggiungendo un pizzico di zucchero per favorire la lievitazione.

Quando questa operazione sarà terminata, avendo anche unito le olive, bisognerà lasciar riposare l’impasto per circa due ore. Al termine, si dovranno formare delle palline delle dimensioni volute ed infornare il tutto per 45 minuti a 180°.

La Puccia è pronta, magari non perfetta come quella mangiata a Lecce, ma sicuramente sana e gustosa allo stesso modo.

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