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La cotognata leccese: la ricetta perfetta

La cotognata leccese è una ricetta tipica del Salento dalle origini antichissime.

Si tratta di una confettura dalla consistenza solida, un mix tra la marmellata tradizionale e le caramelle in gelatina; viene appunto preparata con le mele cotogne – frutti che crescono sul cotogno, un albero proveniente dalla Persia.

Caratteristiche delle mele cotogne

Le mele cotogne sono dei frutti autunnali molto profumati e dal colore giallo, la cui forma è molto simile sia alle mele che alle pere. Hanno un sapore acidulo, sono ricche di potassio e pectina; per questo motivo sono particolarmente adatte per la realizzazione di confetture e marmellate.

Ma non è tutto: le mele cotogne favoriscono il controllo del colesterolo e della glicemia, diventando così un valido alleato per prevenire le patologie cardiovascolari.

In più, essendo povere di grassi, possono essere assunte quando sopraggiunge la voglia di dolce ma non si può/vuole sgarrare con la dieta. Questi preziosi frutti aiutano infine la digestione e a combattere la stitichezza in maniera totalmente naturale.

Insomma, non ci sono più scuse per non preparare una bella cotognata leccese per sé e per tutte le persone che si amano di più…sarà sicuramente un regalo molto gradito.

La cotognata leccese: la ricetta perfetta

Qui sotto verrà spiegata passo passo la ricetta della cotognata leccese perfetta.

Ingredienti

  • un chilo di mele cotogne;
  • 700 grammi di zucchero;
  • il succo di un limone;
  • acqua q.b.

Procedimento

  • Lavare le mele cotogne per rimuovere la patina pelosa che si trova sulla buccia;
  • tagliare i frutti a pezzi grandi, avendo cura di eliminare i torsoli;
  • porre i pezzi di mele cotogne in una pentola con acqua che li copre appena e far bollire per circa mezz’ora;
  • far cuocere lentamente e mescolare continuamente per non far attaccare la marmellata al tegame, fino a quando le mele non si saranno scomposte;
  • setacciare la purea o frullarla, rimetterla sul fuoco insieme al succo di limone e allo zucchero;
  • cuocere senza coperchio e a fuoco lento fino a quando la marmellata non si sarà staccata dai bordi della pentola, avrà assunto un bel colore aranciato ed una consistenza cremosa;
  • trasferire il composto su una teglia o una lastra di marmo precedentemente unta, livellare e far raffreddare;
  • tagliare la preparazione a quadretti e lasciarla asciugare per circa dieci giorni all’interno di un luogo ventilato.

Idea più: al posto di utilizzare una teglia, si può distribuire la cotognata all’interno di stampini dalla forma preferita per ottenere delle pratiche e belle porzioni monodose.

La cotognata leccese, se avvolta nella carta oleata e riposta in contenitori ermetici (in Puglia vengono utilizzate le capase, ossia delle anfore in terracotta dotate di manici laterali), può essere conservata per diversi mesi e consumata durante il periodo natalizio.

Per evitare di danneggiarla è bene non esporla all’umidità e alla luce diretta.

Come gustare la cotognata leccese

La cotognata leccese può essere utilizzata come una vera e propria marmellata, quindi spalmata su biscotti, feste biscottate e pane per una colazione/merenda golosa.

Diventa inoltre un delizioso dessert da accompagnare ad un buon vino liquoroso oppure un insolito abbinamento con i formaggi stagionati, la scamorza affumicata o i tipici taralli pugliesi, meglio se preparati in casa. Inutile dire che ha la capacità di rendere squisita qualsiasi altra ricetta casalinga come pasticcini, crostate e via discorrendo.

Per trasformarla in caramelle naturali basta tagliarla in piccoli quadrati o rettangoli e passarli nello zucchero semolato; in questo modo si avrà sempre a disposizione una genuina scorta di energia per affrontare la giornata o un allenamento sportivo particolarmente intenso.

Storia e curiosità sulla cotognata leccese

La ricetta della cotognata leccese ha origini spagnole ed è stata importata nel nostro Paese durante il dominio Aragonese.

Oltre ad essere consumata solida, viene utilizzata come ripieno per i fruttoni, dei dolci tipici salentini molto simili ai pasticciotti.

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