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Galatina: cosa vedere nella cittadina salentina

Situata nel cuore della provincia di Lecce, Galatina è uno di quei paesi salentini che evoca da sempre origini antichissime. La sua storia, tutta evidenziata nelle sue straordinarie attrazioni, è la prova che questa piccola città è molto legata alle sue tradizioni, quelle tradizioni che la rendono da sempre uno dei posti più affascinanti e interessanti di tutto il Salento.

Il centro storico è il fulcro di tutto ciò che di antico e storico la città conserva. È qui che sono ubicate tutte le sue bellezze più importanti. Un pullulare di chiese gotiche romaniche, di palazzi antichi dei signori che si insidiarono e di porte che servivano in passato ad accedere in città.

Una città dalle tante sfaccettature che saprà sicuramente stupire anche grazie alla piacevole atmosfera che si respira.

Le chiese più importanti di Galatina

Il luogo di culto più importante è la Basilica d Santa Caterina situata nel cuore del centro storico. Bellissima e incantevole chiesa in stile gotico romanica costruita nel 1391 per volere di Raimondo Orsini del Balzo, principe della contea di Soleto. Nella chiesa è custodita una teca che conserva un dito di Santa Caterina. La leggenda narra che il principe glielo strappò mentre le baciava la mano quando si recò a renderle omaggio per la sua vittoria sul monte Sinai.

Al suo interno è possibile scorgere affreschi bellissimi risalenti al ‘400. Alle sue pareti invece sono ritratte delle scene dell’Apocalisse, della Storia della Genesi e dei Sette Sacramenti. Inoltre, in 17 dipinti è rappresentata tutta la vita di Santa Caterina. Inoltre, la chiesa dispone di un convento in cui è possibile ammirare gli affreschi di Frà Giuseppe di Gravina di Puglia.

Altra chiesa importante della città è quella di San Paolo, ubicata all’interno di Palazzo Tondi; la chiesa è molto importante sia perché si accomuna al mito delle tarantate, antica leggenda presente in città, e sia perché dispone di un pozzo che è possibile visitare, anch’esso legato alla leggenda delle tarantate.

Di chiese belle in città ce ne sono parecchie, come per esempio quella dei Santi Pietro e Paolo, con una facciata in stile barocco stupenda. Una chiesa dove non manca l’arte infatti, sono conservati numerosi affreschi del 1875 realizzati da Vincenzo Paliotti che rappresentano la vita di San Pietro.

Di notevole interesse anche la chiesa delle Anime Sante del Purgatorio nota per le sue sei statue in cartapesta raffiguranti diversi santi come Santa Caterina e Santa Domenica.

Palazzi signorili e porte di accesso alla città

In città è possibile visitare diversi palazzi, ognuno con una caratteristica diversa come Palazzo Orsini, dimora del principe Raimondo, oggi sede del Comune ma in passato è stato l’ospedale di Santa Caterina che accoglieva i malati e i feriti.

Risalente al XV secolo è Palazzo del Sedile, un edificio con molti ornamenti rinascimentali sia esternamente che internamente. Di fronte si trova la torre dell’orologio, un monumento che la città nel 1861 ha voluto dedicare al re Vittorio Emanuele II. Al suo interno è conservato ancora il primo meccanismo che faceva funzionare l’orologio.

Ma il più bello resta da sempre Palazzo Baldi, risalente al ‘500 è stato la dimora del vescovo di Otranto che amava invitare importanti personaggi per le sue serate intellettuali. Al suo interno sono conservati affreschi religiosi importanti ma non solo, infatti alcune parti sono costruite in pietra leccese: passaggi segreti, pozzi, un interessante osservatorio astronomico e un bellissimo agrumeto che giace lì da secoli ormai.

A Galatina oltre a chiese e palazzi ci sono tre porte di accesso alla città risalenti al ‘300, quando in città fu costruita una cinta muraria di difesa. Porta Luce, chiamata così perché dista pochissimo dal Santuario della Madonna della Luce, Porta Nuova o Porta San Pietro, caratterizzata dalla presenza della statua del santo e Porta San Giorgio o Porta Cappuccini che, invece, dà l’accesso ad un piccolo e stretto vicolo che veniva in passato utilizzato dai frati cappuccini per raggiungere il Monte di Pietà.

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