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Da Lecce a Torre dell’Orso: ecco cosa vedere

Sono molte le cose da vedere in Salento: lunghe spiagge lambite da acque straordinariamente cristalline, vasti uliveti secolari punteggiati da muretti a secco e, infine, borghi antichi ricchi di arte e di storia.

Lecce è di certo il fulcro del Salento; la perla del barocco salentino costituisce un magnifico punto di partenza per visitare alcune delle località più belle della zona, in particolare sulla strada che porta a Torre dell’Orso.

Da Lecce ad Acaya

Il centro storico di Lecce abbaglia il visitatore con la sua calda pietra barocca che trova espressione in eleganti palazzi e chiese affacciate su vicoli suggestivi, che trovano il loro sbocco in grandiose piazze come la spettacolare Piazza Duomo e la storica Piazza Sant’Oronzo.

Quest’ultima è il cuore pulsante di Lecce, con la colonna votiva sovrastata dal santo patrono, Sant’Oronzo, che domina l’Anfiteatro romano del II d.C. e il Palazzo del Seggio di fine ‘500. E se vagare per l’assolata città tra un monumento e l’altro potrebbe stancare, non c’è nulla di meglio che riposarsi gustando uno dei cibi simbolo della città, ovvero il pasticciotto leccese costituito da un guscio di pasta frolla farcito con deliziosa crema pasticcera.

A circa 13 km di distanza sorge un altro dei paesi più suggestivi del Salento, si tratta di Acaya, frazione di Vernole e unico esempio dell’Italia meridionale di borgo rinascimentale fortificato. Le mura che cingono il centro storico, sovrastate da un camminamento di ronda, sono circondate da un fossato e sfociano poi nel castello del 1535, di cui spiccano tre bastioni con tanto di cannoniere ben visibili: all’interno della fortezza voluta da Carlo V si trovano un bel cortile e un antichissimo frantoio ipogeo.

Altrettanto bello è l’ingresso nel piccolo centro storico, costituito da un portale in pietra leccese sovrastato dalla statua di sant’Oronzo.

Da Acaya si arriva facilmente alla costa in appena dieci minuti, raggiungendo la Riserva Naturale Le Cesine gestita dal WWF: qui, tra dune, pinete, pantani e leccete, si trovano l’airone rosso, il piro piro, il germano reale e l’airone cenerino.

Da Roca Vecchia a Torre dell’Orso

Costeggiando l’Adriatico verso sud e superando località quali Torre Specchia e San Foca, si giunge a Roca Vecchia, una delle marine di Melendugno; sospesa tra storia e leggenda, è stara abitata sin dal IV a.C. quando nel Salento si aggiravano i messapi.

Il simbolo di Roca Vecchia è la straordinaria Grotta della Poesia, una cavità naturale erosa dagli elementi tanto che il tetto è crollato: oggi la grotta è diventata una delle piscine naturali più belle di tutto il pianeta, colma di acque cristalline e turchesi.

Il suo romantico nome è legato alla leggenda di una bellissima principessa che amava fare il bagno nella grotta attirando poeti da tutto il vicinato con lo scopo di decantarne le lodi. Mettendo da parte i racconti, nella grotta sono ancora visibili iscrizioni in greco e messapico dedicate al dio Taotor.

A due passi dalla Grotta della Poesia, si trovano una torre del ‘500, nata con lo scopo di contrastare i nemici saraceni provenienti dal mare, e le vestigia di un castello del ‘300 divenuto successivamente rifugio dei pirati per poi essere abbattuto nel 1544.

Ed ecco Torre dell’Orso, una baia di sabbia bianca estesa appena 800 metri e dalla caratteristica forma a mezza luna. L’arenile, il cui nome deriva da un’omonima torre che lo sovrasta o più probabilmente da una vicina roccia la cui forma ricorda appunto un orso, è abbracciata da scogliere punteggiate di macchia mediterranea.

L’immagine simbolo di Torre dell’Orso è rappresentata dalle “Due Sorelle”, i faraglioni che emergono imperiosi dal mare azzurro: si narra di una sorella che si tuffò in queste acque per trovare refrigerio in una calda giornata d’estate; trovatasi in difficoltà, sua sorella si tuffò per cercare di aiutarla, ma invano e entrambe morirono annegate. Gli dei provarono pietà per la triste sorta delle fanciulle e le tramutarono in due faraglioni vicini tra loro, quasi a tendersi in un abbraccio eterno.

Percorso da Lecce a Torre dell’Orso: Mappa e Indicazioni Stradali

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